lunedì, Gennaio 17, 2022
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Artrite reumatoide, la ricerca punta sul rilevamento del SOCS1

Mai come in questo periodo ci siamo resi conto di quanto fondamentale sia la ricerca in campo biomedico. La rapidità con cui sono stati sviluppati i vaccini contro il covid hanno mostrato a un’ampia platea quanto sia necessario investire nella scienza e quali passi fondamentali siano stati compiuti fino a oggi in diversi ambiti. Qui ci focalizziamo su un aspetto specifico, ovvero, sull’importanza del rilevamento di soppressori del segnale di citochine 1 (SOCS1) nell’artrite reumatoide e come i laboratori di ricerca siano oggi in forte competizione in un segmento della ricerca molto interessante. Infine dove acquistare kit Elisa – SOCS1 antibody per la ricerca.

Artrite reumatoide, il contributo della ricerca

Quando parliamo di artrite reumatoide ci riferiamo a un problema sulla cui soluzione definitiva si sta ancora oggi lavorando. La malattia infiammatoria cronica, infatti, è caratterizzata da una risposta autoimmune e da un’eccessiva risposta delle citochine.

Le problematiche causate da tale patologia oggi sono piuttosto note, come è risaputo che una minoranza dei pazienti affetti ha una remissione della sintomatologia spontanea. Tuttavia, la maggioranza delle persone colpite, andranno incontro a un progressivo peggioramento, che coinvolge non solo le articolazioni, data la sua natura sistemica.

Il lavoro della ricerca, quindi, è attualmente orientato in quella che è la soppressione selettiva delle citochine al fine di sviluppare in tale direzione nuovi farmaci che possano alleviare i sintomi della malattia. In questo ambito ci si soffermerà sul soppressore della segnalazione 1 delle citochine (SOCS1). Si tratta di un regolatore fisiologico negativo delle suddette citochine che ne modula l’attivazione cellulare.

Questa via, dunque, consente di regolare la trasduzione del segnale delle citochine inibendone la loro attività. In alcune sperimentazioni, per esempio, durante la fase di follow-up dei pazienti facenti parte della sperimentazione, è stata rilevata una correlazione inversa tra quella che è l’espressione dell’mRNA di SOCS1 e l’attività della malattia.

In particolare è stato evidenziato come a un minore controllo della malattia fossero associati livelli inferiori di SOCS1 al basale.

Le terapie biologiche

Oggi un grande contributo arriva proprio dalle terapie biologiche, ovvero, prodotte da organismi viventi lavorati secondo le ultime tecnologie dell’ingegneria genetica. Tali organismi viventi o cellule che provengono da organismi pluricellulari, vengono trasformati al fine di produrre proteine a scopo terapeutico, come appunto i monoclonali.

Nella gran parte dei casi, tali proteine vengono utilizzate per inibire le interazioni tra proteine solubili e i correlati ricettori situati sulla superficie della cellula, oltre che per modulare tali interazioni.

Gli studi sul sistema immunitario: i progressi della scienza

Allo stato attuale possiamo senza dubbio asserire che le aziende che operano nell’ambito della ricerca stanno facendo enormi passi in avanti. Gli inibitori, cioè i trattamenti che al momento abbiamo a disposizione, rallentano la progressione della malattia, ma la direzione in cui ci si sta muovendo è quella verso la ricerca di ulteriori metodologie per bloccare l’avanzamento della malattia. Per esempio oggi si sta lavorando molto nella direzione dei monoclonali che sono comunque già utilizzati con diversi risultati.

Il lavoro della ricerca

Il lavoro della ricerca è sempre più alacre, non solo, il terreno delle biotecnologie è diventato molto competitivo, soprattutto in seguito a tutta la risonanza che hanno avuto i vaccini a mRNA messaggero. Come era logico immaginare, molte aziende hanno deciso di investire in questo ambito, per differenziarsi occorre quindi ottimizzare i processi e raggiungere gli obiettivi prefissati.

La domanda dei prodotti delle biotecnologie è in costante crescita per questo è consigliabile rivolgersi solo a chi può fornirti i migliori prodotti per le tue ricerche e, soprattutto, in tempi brevi. Gentaur è una garanzia in tal senso, perché è un distributore molto noto sia in America che in Europa, ma ha anche diversi uffici in paesi europei come Belgio e Francia. I consulenti del gruppo Gentaur aiutano te e il tuo staff nell’acquisto deli reagenti e degli strumenti da laboratorio, trovi qui tutte le informazioni utili e i contatti: gentaur.it.

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